Domande frequenti

Il Santo Padre Francesco, dopo aver consultato, come è consuetudine, le Conferenze Episcopali, le Chiese Orientali Cattoliche sui iuris e l’Unione dei Superiori Generali, nonché aver ascoltato i suggerimenti dei Padri della scorsa Assemblea sinodale e il parere del XIV Consiglio Ordinario, ha stabilito che nell’ottobre del 2018 si terrà la XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi sul tema: «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale».
Il tema, espressione della sollecitudine pastorale della Chiesa verso i giovani, è in continuità con quanto emerso dalle recenti Assemblee sinodali sulla famiglia e con i contenuti dell’Esortazione Apostolica post-sinodaleAmoris Laetitia. Esso intende accompagnare i giovani nel loro cammino esistenziale verso la maturità affinché, attraverso un processo di discernimento, possano scoprire il loro progetto di vita e realizzarlo con gioia, aprendosi all’incontro con Dio e con gli uomini e partecipando attivamente all’edificazione della Chiesa e della società.

1 Cosa è un sinodo ?
Cosa significa "Sinodo"? Sinodo significa cammino (odos) insieme (syn). È uno stile e un metodo fatto di ascolto, dialogo, confronto per comprendere chi siamo e dove vogliamo andare come Chiesa.

2 Perché un sinodo sui giovani ?
Per aiutarli nel cammino di conoscenza di sé e del loro cammino verso la realizzazione della loro vocazione personale nella Chiesa e nel mondo.
Quindi due parole caratterizzeranno questo sinodo: ascolto e movimento. Quindi non solamente per formare i giovani all'ascolto e al discernimento bensì innanzitutto per ascoltare loro, i giovani stessi. Questo è un primo compito importantissimo della Chiesa e soprattutto dei religiosi consacrati all'educazione : l'ascolto e l'accoglienza dei giovani.

  1. Come prepararsi al Sinodo ?
    Leggere e meditare innanzitutto la lettera di Papa Francesco!  Lettera di Papa Francesco

In tutte le diocesi poi i Centri pastorali si stanno attivando nella preparazione di questo sinodo straordinario, coinvolgendo in vario modo, tutti i giovani. Ma in realtà tutti siamo interpellati, giovani e meno giovani !!!
Mettiamoci in contatto con le nostre diocesi e informiamoci sul percorso che la nostra diocesi sta facendo con i giovani... !!!

Se tu che leggi hai qualche idea, suggerimento o domanda

scrivici pure qui sotto, nel commento, indicando il nome, l'età,

 l'attività di lavoro o di studio e cercheremo di rispondervi.

   Ti segnaliamo intanto alcuni link che puoi consultare...

  1. Documento preparatorio:  http://www.vatican.va/roman_curia/synod/documents/rc_synod_doc_20170113_documento-preparatorio-xv_it.html
  2. Sintesi del documento: http://www.paroladivita.org/Chiesa/Una-sintesi-del-documento-preparatorio-del-Sinodo-dei-giovani
  3. Video sul sinodo  : https://www.youtube.com/watch?v=j3hLua99m-c
  4. Sito del sinodo dei giovani   http://youth.synod2018.va/content/synod2018/it.html

 

Q?

CHI E’ E COSA FA UN PARROCO IN UNA CHIESA?

A.

IL PARROCO:

Il termine viene dal greco antico πάροχος (pàrochos), derivante dal verbo παρέχω (parécho, "io somministro"), e si riferiva a colui che, per incarico dello stato, forniva vitto e alloggio ai pubblici funzionari di passaggio. Successivamente il termine è stato reinterpretato secondo parrocchia, da cui differisce tuttavia per etimologia.

La figura del parroco nasce contestualmente alla parrocchia, nel momento in cui con l'espansione delle comunità cristiane la cattedrale non poteva più soddisfare compiutamente alle necessità dei fedeli. Per questo motivo, e per il fatto che molti cristiani vivevano lontano dalla cattedrale, si rese necessario aprire luoghi di culto decentrati, che il vescovo affidava alla cura pastorale di un presbitero.

Nella Chiesa cattolica latina il ministero dei parroci è regolato dal codice di diritto canonico ai canoni 515-552.

Il can. 519 situa il ministero del parroco nel contesto della vita ecclesiale:

« Il parroco è il pastore proprio della parrocchia affidatagli, esercitando la cura pastorale di quella comunità sotto l'autorità del Vescovo diocesano, con il quale è chiamato a partecipare al ministero di Cristo, per compiere al servizio della comunità le funzioni di insegnare, santificare e governare, anche con la collaborazione di altri presbiteri o diaconi e con l'apporto dei fedeli laici, a norma del diritto. »

In base al can. 522:

« È opportuno che il parroco goda di stabilità, perciò venga nominato a tempo indeterminato; il Vescovo diocesano può nominarlo a tempo determinato solamente se ciò fu ammesso per decreto dalla conferenza dei Vescovi. »

In Italia la Conferenza episcopale ha disposto che, quando la nomina viene fatta a tempo, abbia la durata di nove anni.

 

Q?

A che cosa servono i soldi che vengono raccolti in chiesa?

A.

Le offerte che vengono raccolte durante le celebrazioni servono in primo luogo al mantenimento dell’attività della comunità cristiana. Cioè servono, a titolo di esempio non esaustivo, per le bollette di acqua, luce, gas, gasolio, per le tasse (immondizie, IMU…), per le spese legate alla catechesi, per comperare le particole, per le assicurazioni, per le attrezzature varie, per i costi di manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici, per contribuire al mantenimento dei sacerdoti, per collaborare alle spese delle attività diocesane, per rispondere alle esigenze dei poveri che suonano alle parrocchie… In genere le offerte che si raccolgono la domenica è l’unica entrata certa per le casse di una parrocchia.
Oltre al mantenimento delle attività della comunità cristiana locale, le offerte servono anche ad altro. Durante l’anno ci sono alcune cosiddette "collette imperate", ovvero delle raccolte di soldi che vengono inoltrate interamente o parzialmente ad altri destinatari. Ad esempio ci sono le giornate per la Terra Santa, per l’Università Cattolica, per il Seminario, per la Carità del Papa, per le Missioni, per il Settimanale Diocesano, per la Caritas diocesana, per il quotidiano cattolico... A questi appuntamenti fissi si possono aggiungere le richieste legate a qualche emergenza, come è stata la raccolta effettuata per i terremotati dell’Emilia, l’emergenza ad Haiti, l’alluvione in Pakistan…
Chiaramente se non ci fosse il servizio volontario di tante persone che offrono il loro tempo e le proprie competenze alla vita della comunità, una parrocchia difficilmente riuscirebbe a vivere e a mantenersi con quanto raccolto in chiesa.